CRONACA DI UNA VITTORIA
Non pensare.... Non pensare, non pensare…. Goditi il tiro, ogni singolo tiro fine a se stesso, lo so, l’ho sempre fatto e lo farò anche adesso che…. “1° giro” della Battuta 200 punti: cavolo! Perché me lo hanno detto…. ma tanto lo sapevo che sto andando alla grande, volano dove voglio…. tre spot nel branco,…. primo zero,…. sagoma di terza,…. secondo zero…. No!, non è target panic (che palle!, non ci penso nemmeno, non esiste!) è che inizio ad innervosirmi, cerco qualcosa di positivo intorno a me ma è peggio, tutto rema contro, il mio “socio” è partito male ma si sta riprendendo, so che sa ma non mi dice niente, parla con gli altri…. ha ragione, sono io che mi contraddico, sto cercando un sostegno da lui anche se gli ho sempre fatto capire che devo trovarlo “da dentro”, che devo concentrarmi…. ma forse questa volta è diverso. Sono alla lince, ho fatto pochissimi punti, 40! (lo sento dire dai marcatori che verificano lo score, mio malgrado) ma cerco e trovo un appiglio psicologico: ci sono ancora cinque piazzole, se tutto và bene si possono fare ancora dei bei punti, tirare bene ed andare a casa soddisfatti, è un bel tiro, ….vado “tranquillo”…. ….sotto la pancia! Stringo i denti e tuono contro me stesso, butto l’arco (ero in ginocchio e quindi è solo un gesto ma mi pento subito). ….Ristoro…., cerco di rompere il malocchio mangiando qualcosa,… quattro gocce di pioggia,… alla successiva (tre cinghialetti) c’è un tappo…. contiamo i punti (ma chi se ne frega!..),…. sono il primo a tirare, recupero la concentrazione, la sagoma è vicinissima e molto in basso, mi posiziono con attenzione, è mia!, sgancio…. sento il flettente colpire il polpaccio e la freccia colpire il terreno sotto la pancia…. zero! E’ finita!.... “NO! NON LO E’!”.... Penultima, cedrone: sagoma. E siamo all’ultima, un’antilocapra per niente facile, il primo sottostima, l’altro sovrastima, tocca a me, mi avvicino, “me ne frego” di come hanno sbagliato gli altri, le loro voci svaniscono, guardo la “bestia”, mi concentro su un punto dello spot, carico e mi sforzo a mantenere lo sguardo lontano, sgancio ed al posto del punto immaginario è come ci fosse una calamita, la sento volare ed alla fine vedo comparire il rosso della mia cocca proprio lì: super spot!?!.. risento le voci degli altri…. Questa è la strada, questa è stata la mia Vittoria, a prescindere da tutto, in quel momento (come ho occasione di ripetermi) sublime ho chiuso il cerchio, mi si è riaperto il cielo e tutto mi è apparso così chiaro: non è stata la fine in bellezza di una gara andata male, quello che ho sentito e capito è che era l’inizio della prossima, il ponte che cercavo, l’anello mancante per continuare a sentire la passione, la gioia nel tiro che deve essere il fine della nostra disciplina (non a caso la chiamo così e non ‘sport’ perché è qualcosa di mentale, di sensoriale piuttosto che fisico). Grazie al mio amico con il quale mi sono confrontato facendo due chiacchiere al rientro la sera, grazie all’Arco che mi ha fatto sentire e vivere emozioni belle o brutte ma pur sempre “colori” che rendono il vivere una VITTORIA.
scritta da Andrea detto anche (Naonian) (Verona, Giugno 2008) |