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06WLFI 2014

Roberto Della PietraUna Vittoria per tre.

Casa Santarossa/Maranzana, domenica 13.04.2013,

h. 4,32 a.m. Una serie di suoni acuti e vibranti interruppe bruscamente il sonno dell'ex segretario della 07Naon. Istintivamente, come sua consuetudine, Santarossa balzò ai piedi del letto e si diresse nel buio verso il piano inferiore dove il telefono continuava a squillare. Giunto ansimante all'apparecchio alzò la cornetta pronunciando un: "Pronto?" pieno di apprensione. Era Roberto Valdi, il primo compagno di classe di Daniele, che gli comunicava in extremis il suo forfait per la gara in programma a causa un'improvvisa forma di dissenteria amebica,probabilmente contratta la sera precedente in un chiosco maghrebino sito tra Val Cosa e Val d'Arzino. Santarossa, mostrando un malcelato dispiacere, prese rapido congedo dal disturbatore notturno e rientrò in camera per approfittare di qualche altro minuto di sonno. Si adagio' e nel dormiveglia prese a ipotizzare che la situazione intestinale del Valdi poteva essere un segnale della fortuna per la gara ormai imminente.

Tra le 6,45 e le 7,00 i tre gruppi autonomi, Santarossa, Giol e Uako, avevano preso il via dalle abituali località di ritrovo, mentre già dalle 5,45 il gruppo Turbian era in viaggio dalla smeraldina Val Pusteria. Per tutti la destinazione era Porto Viro, una ridente cittadina sul delta del Po nata nel 1995 dalla fusione dei due centri di Donada e Contarina e ora terzo comune del rodigino.

La gara, programmata dagli storici Arcieri del Grifone (06wlfi), era un percorso che avrebbe preso luogo tra la bassa vegetazione della pineta Donada e, per l'occasione, le Frecce del Noncello schieravano una rappresentanza di  18 arcieri al netto degli ultimi ritiri.

I primi friulani a raggiungere il centro sportivo le Murazze, punto di conferma iscrizioni, furono ancora una volta quelli salpati con il gruppo Santarossa dalla località Croce di Palse. Esattamente alle 9.27 a.m. i due capiccaccia di giornata, Chieregato e  Piccolo, fecero squillare la sirena all'acuto apprendista Palmieri e la gara ebbe inizio.

Dal punto di vista tecnico Milko e gli altri organizzatori avevano sfatato per l'occasione la loro vocazione a estremizzare l'angolazione dei bersagli rendendo in tal modo la gara meno impegnativa. La giornata, di per sé uggiosa, fu invece prodiga di successi per le Frecce del Noncello che ottennero tre primi posti e un totale di ben sei podi. Vittoria Burigana, artefice di una buona gara, annullava la concorrenza e si confermava per la seconda volta reginetta nel compound scout. Stefano Chiarelli, autore di una prestazione finalmente alla sua altezza (più arcieristica che fisica) otteneva la prima vittoria del 2014, relegando al secondo posto uno Zini inspiegabilmente contratto. Prima vittoria dell'anno anche per Roberto Della Pietra Jr. nello storico maschile davanti, per una manciata di punti, all'amico Turretta e al mai domo tricolore Polentes.

A completare i successi della 07Naon anche i terzi posti di Bresciani, Ortolan e Zucchetto. La prima otteneva un dignitoso terzo posto nell'arco nudo femminile relegando al quarto posto una spenta Pilotto, oggi obiettivamente mai in gara. Nella medesima categoria, non pervenute DeMarco e Celluprica. Di alto valore le prestazione espressa dal canevese Ortolan nel Compound, primo tra gli umani alle spalle dei fuoriclasse Chiarelli e Zini. Completava la zona podio un ritrovato presidentissimo Zucchetto, protagonista, nel nudo maschile, di un rinnovato confronto con gli avversari di sempre Di Ventura e Camozzo. Nella categoria regina del ricurvo maschile l'eroe del giorno risultava Marcello Turbian, il trattorista ufficiale della compagnia con un'ineccepibile condotta di gara giungeva infatti quarto a una sola decina di punti  dal podio. Tra gli altri ricurvi maschili spiccava la buona prestazione di un mai pago Giol, settimo, mentre i restanti si attestavano attorno alla metà della classifica. Anche le ricurviste Naon, Maranzana e Riccitelli, autrici nelle ultime gare di buone prove, non si esprimevano al meglio e rimanevano a loro volta impantanate in posizioni non consone alle loro capacità. La giornata grigia e un po' tediosa influiva anche sulla prestazione del giovane Max Santarossa, per lui una gara senza troppi acuti. Vogliamo concludere con due frecce del Noncello che forse oggi non state protagoniste ma si sono rivelate indispensabili per i risultati ottenuti dai loro compagni di piazzola. Fabio Colesanti e Roberto Sola. L'arciere liventino, in coppia con l'amico Melame, ha prestato valida opera di gregariato per portare il "fradel" Montesel al successo nel longbow maschile ben sapendo che ciò avrebbe compromesso la propria prestazione. Fabio e Melame in più di un’ occasione hanno ceduto il loro fiero pasto all'amico in crisi di fame e in più di un frangente si sono adoprati a spingere Edo nelle salite più difficoltose.

Nei momenti più bui i due gregari hanno piazzato anche qualche spot che potesse essere di riferimento al loro amico. Così commentava Montesel a fine gara."Dietro un grande campione ci sono sempre dei grandissimi gregari."

Discorso analogo per Roberto Sola. In una piazzola senza pretese, composta da demotivati campioni del passato come il De Rovere e la Bontempo, il purliliese con la sua spiccata personalità è riuscito a instaurare un clima di serenità e rilassatezza che ha permesso a ben tre dei cinque componenti di piazzola di giungere a podio. I cugini della 07Gufo, Grizzo e De Rovere, sono giunti rispettivamente prima e secondo mentre la suddetta Bontempo terza. Il valore di poche parole spese bene.

05POVO 2014

 

la principessaLa principessa e il Gaviota.

 

La lontananza sai è solo una delle difficoltà che rendono la gara della 05Povo tra più ostiche da affrontare per le società arcieristiche friulane. Per le vie brevi si tratta di 187 km che si snodano tra la valle del Piave, le tetre giogaie del Feltrino, il tortuoso corso dell'alto Brenta, i laghi di Levico e Caldonazzo, le ripide rive dell'Adigetto, e infine  il traguardo di cima Povo. L'alternativa consiste in 270 km di autostrada Serenissima da Pordenone a Verona e quindi imboccare il tratto per il Brennero fino al capoluogo trentino. In entrambe i casi non si tratta di una passeggiata. A complicare il tutto domenica 30 marzo 2014 l'ora solare avrebbe ceduto il posto a quella legale limitando ancor di più la già precaria quota di riposo degli atleti. Sulle tabelle orarie redatte dal Santarossa, in uso dal 1989., la casella relativa all'ora di partenza per Povo riportava la cifra 4,45. Nel 2014 tuttavia i pochi partenti avevano concordato il ritrovo all'insaputa dell'ex segretario per le 5,45 a.m. (ora legale) nei pressi del hotel Bel Sit, km 74 SS13 Pontebbana. La compagnia pordenonese avrebbe schierato per la trasferta trentina un totale di dieci componenti ma i più previdenti erano già partiti nei giorni precedenti. Già alle ore 15,00 (ora solare) del 29.03.2014 il gruppo Giol, composto da tre elementi, Covre, Giol e Riccitelli, si era radunato in via Giacomo Puccini a Vigonovo di Fontanafredda. Franco alla guida, i tre giungevano al Marriott Residence Inn di Povo  alle 18,10 (ora solare). Alla reception dell'albergo emerse il primo disguido. La Riccitelli aveva prenotato una sola camera matrimoniale e non vi erano altri alloggi disponibili. In conclusione il malaugurato Giol fu costretto a passare la notte accucciato ai piedi del letto, lato Covre, ben avvolto, però,  in un vecchio e polveroso  panno di fustagno. Scelta analoga per i coniugi Sola, partiti anch'essi nella giornata di sabato avevano trovato ospitalità a Trento città in casa di lontani parenti della Silvana Pilotto.

 

Domenica 30.03.2014, h.5,45 (ora legale), piazzale antistante Hotel Bel Sit. Come stabilito il gruppo Chiarelli, forte della Bresciani e Moreal, partiva in perfetta puntualità alla volta del capoluogo trentino. Un quarto d'ora più tardi (6,00 ora legale) lasciava infine Sacile anche il raggruppamento autonomo Rossi/Colesanti. Da anni l'aviere scelto Andrea Rossi, nome in codice il gaviotaGaviota, non prendeva parte a gare del Triveneto. Andrea Doria, in un momento di poca lucidità, aveva addirittura sparso la voce che fosse stato abbattuto sul volo AZ112 da un triplano Fokker sopra le alture del Montello. Comunque sia alla Povo l'amico fraterno Fabio Colesanti era riuscito a riesumarlo e ora la Gaviota volava sicura. I due raggiungesero l'uscita autostradale di Trento alle 8,10 a.m (ora legale). Spinto da Moreal il gruppo Chiarelli aveva optato per il tragitto più breve e tutto sembrava procedere per il meglio, quando in località Segusino, poco prima di Valdobbiadene, il destino cospiro' contro l'equipaggio.

 

 Un gregge in transumanza si presentò lento e imponente innanzi alla Peugeot 5008. Chiarelli, visibilmente alterato, scese dal mezzo esortando gli inerti pastori a cedere lo passo, mentre la Bresciani si adoprava a creare un passaggio tra gli ovini dimenando fendenti da dritta a manca con un ramo d'acacia. Moreal constatando l'imminenza del periodo pasquale colse al volo l'opportunità e con furtiva lestezza afferrò e inserì nello zaino un candido agnellino. Poi per mascherare il tutto prese a belare fino a che non si furono debitamente allontanati. Fortunatamente il gruppo Chiarelli non s'imbatte in altri inconvenienti e riuscì a raggiungere cima Povo  in leggero ritardo attorno alle 8,45 a.m. (ora legale).  I componenti della 07Naon anche stavolta si erano tutti ricongiunti, il Round3D poteva cominciare. La gara della 05Povo è da sempre particolarmente impegnativa sia dal punto di vista fisico, in quanto presenta un percorso spesso fuori sentiero e con importanti dislivelli, sia per l'aspetto tecnico con l'abbondanza di celati avvallamenti  e giochi  di luce esaltati dalla fitta vegetazione boschiva  di faggi e conifere. L'ex marciatore azzurro Bruno Pennocchio così commenta: "Qui non basta essere bravi arcieri, qui bisogna essere atleti. Questo è il Trentino!"

 

Le frecce del Noncello non ottennero alcun risultato pieno, ma in rapporto alle presenze, un considerevole numero di podi e buoni piazzamenti. Nel nudo femminile Silvana Pilotto confermava la propria regolarità ottenendo un buon terzo posto e relegando alle proprie spalle una sempre positiva ma un po' impecorita Bresciani. Tra i tecnologici due secondi posti per Chiarelli, nel compound, e per Dalla Santa nel freestyle. Il primo, evidentemente provato per il trasferimento, nel 2014 deve ancora raggiungere il successo pieno e per la terza volta consecutiva si vede superare dall'ottimo Zini. Ma per il forte atleta, ormai pasianese, la forma dovrà essere recuperata in vista dei veri obiettivi stagionali. Dalla Santa trovava sulla sua strada l'ex campione continentale, nonché grande amico, Ilario Munari, a cui cedeva sul filo di lana l'alloro della vittoria. Chiude tra i tecnologici un non esaltante Bobo Moreal che si presentava in piazzola ormai  pago della preda pasquale acquista durante il viaggio. Tra i tradizionali buoni risultati per Elvis Covre, che sembra ormai stabilizzarsi  nella parte medio alta della classifica del ricurvo maschile."Ci tenevo a fare buone cose a Povo."dichiarava il sacilese." Qui ci sono due dei miei miti: il polo universitario e Bruno." Un discreto Giol mastica amaro per il secondo posto raggiunto dal rivale di sempre  Ragalzi, mentre Sola e Colesanti si adagiano per oggi sugli allori del passato. A onor del vero a quest'ultimo andava il merito di aver riportato in gara Andrea Rossi, una delle sorprese odierne di Povo, il ricurvista della Destra Tagliamento, pur privo della benché minima preparazione, faceva registrare un ottimo sesto posto. Buona condizione fisica, capacità di concentrazione, tecnica di base essenziale sono le qualità che rendono il Rossi uno degli arcieri più positivi e regolari in ambito Triveneto. Oltre agli aspetti sportivi anche per la sua umiltà e simpatia speriamo di ammirare più spesso il volo della Gaviota (gabbiano) o almeno un altra volta prima del suo definitivo canto del cigno. Dulcis in fundo ci occupiamo di Elena Riccitelli, che a tutti gli effetti si può ben cosiderare la principessa di Povo. Programmando al meglio la trasferta, la ricurvista liventina si presentava al pratical serena e riposata. In gara riusciva finalmente a sfoderare una prestazione regolare e senza grosse sbavature che la portava a raggiungere la piazza d'onore alle spalle di sua maestà Liana Perantoni. Il fattore positivo per la Riccitelli non è insito nel risultato, ampiamente migliorabile, quanto nei graduali e costanti progressi ottenuti nelle ultime prove, il ciò lascia intendere che il meglio deve ancora venire.

 

 

Le Torrate della Lyon

 

 

Il Primo, la Terza e lo Uako.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

16.03.2016.

Ore 7,45 a.m. Località Croce di Palse.

L'ultimo sole d'inverno era sorto commosso per dare il proprio commiato alle Frecce del Noncello, dalla Povo sarebbe già stata primavera.

Da una quindicina di minuti Bobo Moreal giaceva sdraiato in canotta tra il cofano e il lunotto posteriore della sua Mercedes in attesa che l'unico gruppo previsto per la giornata si componesse. Si trattava del gruppo "Giol variante 1", composto da Ortolan, Moreal, Covre, Ricitelli e Della Pietra. La variante consisteva appunto nell'assenza dello stesso Giol, che aveva preferito per quest'oggi adottare il metodico approccio alla gara consigliato dal Della Santa; dalle 07.55 a.m. le due frecce Naon scoccavano ininterrottamente al pratical delle Torrate. Alla sua terza split arrow il buon Paolo lasciava imprecante mentre un serafico Giol chiedeva ignaro il costo globale di una fatboy.

L'antefatto del giorno prima e la relativa vicinaza dell'evento avevano indotto il RUOT (Responsabile unico organizzazione trasferte), Daniele Santarossa, a concedere a ogni arciere la facoltà di recarsi al luogo di gara autonomamente, gestendo come meglio credeva i propri tempi. La giornata precedente aveva infatti visto il prodigarsi della stragrande maggioranza dei soci in opere di straordinaria manutenzione presso il campo di tiro della cava. Sotto la sapiente direzione del presidentissimo Zucchetto i lavori si erano protratti dalla prima mattina a ben oltre il desco, cosa questa che all'indomani avrebbe inevitabilmente condizionato le prestazioni dei più.

Domenica 16.03.2014, località le Torrate, San Vito al Tagliamento ore 8,30 a.m.

Ai piedi della torre antica il Santarossa, coadiuvato dal sempre valido Valdi, verificava la presenza dei 18 arcieri Naon (la Maranzana aveva comunicato con il dovuto preavviso la propria impossibilità a partecipare, causa improvviso malore occorso alla madre la sera precedente. Un augurio di pronta guarigione da noi tutti.) e procedeva alla conferma iscrizioni. Espletate tali pratiche Roberto Sola, notando la cospicua presenza delle Frecce del Noncello, promosse l'iniziativa di realizzare una foto di gruppo riscuotendo subito il quasi unanime consenso. Il solo Giol si dileguo' con il Ragalzi e le ragioni di tale gesto rimangono tuttora oscure. 07naon

Claudio Cantoni megafono alla mano annunciava poco dopo la chiamata piazzole. Ultimi saluti, consueto augurio di buone frecce e partenza. Come d'uso le squadre raggiunsero pigramente le piazzole assegnate, i singoli componenti compilarono i rispettivi score, si assegnarono i ruoli dei marcatori, ancora qualche minuto d'attesa e infine il suono della sirena annunciava l'inizio tiri.

Il tracciato, predisposto dalla Lyon, pur privo di dislivelli apprezzabili, all'apparenza non presentava tiri particolarmente ostici, tuttavia la sapiente esperienza degli arcieri del Tagliamento, Perina in primis, nella disposizione dei bersagli avrebbe riservato

spiacevoli sorprese anche ai più esperti.

Un sole solo a tratti velato da una leggera foschia illuminò gli atleti per tutta la giornata, tant'è che alla vista dell'ignaro spettatore il volto arrossato di Zucchetto a fine gara poteva essere tranquillamente scambiato per il rubicondo viso di persona avvezza all'otre (a onor del vero va detto che i due ristori erano abbondantemente provvisti in tal senso).

Tralasciando i risultati conseguiti, pur di discreto successo, le note positive più rilevanti per le Frecce del Noncello in questa giornata furono il rinascimento di Fabio Colesanti e il primo podio conquistato dalla capitolina Celluprica.  

Ma prima di occuparci di questi fausti eventi facciamo un passo indietro e rendiamo onore al merito di Paolo Dalla Santa, ancora una volta primo assoluto nel freestyle cacciatori e unico portacolori Naon ad aver conquistato il gradino più alto del podio. Il compoundista "razza Piave", approfittando delle assenze di Perina e Giuseppin, s'imponeva per soli 4 punti sull'avversario più diretto consolidando in tal modo la propria leadership nel campionato Triveneto. Nello stile compound il sempre positivo Chiarelli, nonostante un inspiegabile calo fisico nel finale, otteneva una buona terza posizione e conteneva il distacco sul vincitore odierno Bertotti, ormai rimasto l'unico ostacolo tra l'ex tricolore e la conquista dell'ennesimo titolo Triveneto. Dopo la lunga pausa invernale ritornava alle gare anche Roberto Della Pietra che, nella specialità cacciatori arco storico, raggiungeva il gradino più basso del podio distanziando di soli due punti i più immediati inseguitori. Una quasi esordiente Giuliana Celluprica conquistava a sua volta un sorprendente terzo posto nel nudo femminile, beffando per una decina di punti le compagne di squadra Bresciani e De Marco a cui entrambe andava una meritata "medaglia di legno". Il risultato più eclatante della giornata fu, a mio personale avviso, il terzo posto ottenuto, nella specialità regina del ricurvo maschile cacciatori, da Fabio Colesanti. Da oltre due anni "Uako" (così è nomato in ambito arcieristico) non riusciva a ritrovare la condizione che l'aveva in passato elevato ai vertici del Triveneto. L'arciere liventino, già di prima mattina visibilmente rilassato , con una prestazione di estrema regolarità  si piazzava per una manciata di punti dietro a Matuzzi e Penocchio. Durante le premiazioni sinceri complimenti da compagni di squadra e avversari per quello che si può considere il tradizionale più talentuoso delle Frecce del Noncello.

I segnali positivi per la società pordenonese non finivano comunque coi podi, infatti una lunga serie di quarti posti e altre buoni piazzamenti testimoniano il crescente stato di forma degli arcieri Naon. Una  ritrovata Elena Riccitelli sfiorava il podio nel ricurvo femminile piazzandosi alle spalle del triumfeminato delle senatrici del Triveneto Grandis, Perantoni e Sartori. Nel nudo maschile tornava a sorridere Zucchetto. Pur provato dallo sforzo a cui era stato sottoposto il giorno precedente nelle suddette opere di manutenzione, il presidentissimo con una buona prestazione raggiungeva il quarto posto dietro l'inattacabile strapotere alemanno. Già si è detto delle medaglie di legno gemelle di Bresciani e De Marco nel nudo femminile, concludeva così la lunga lista dei quarti posti la giovane promessa dell'arcieria naoniana Massimiliano Santarossa.

Nel compound nudo, sulle orme di Chiarelli, Danilo Ortolan e Bobo Moreal offivano finalmente degne prestazioni che lasciano ben sperare per l'immediato futuro.

La numerosa pattuglia dei ricurvi maschili si espresse nel complesso postivamente. I progressi fatti registrare da Elvis Covre e Roberto Sola compensarono la giornata non particolarmente brillante di Marcello Turbian. Si registrarono con sollievo anche le confortanti prestazioni di Daniele Santarossa e Roberto Valdi. Pur non ottenendo punteggi  importanti, i due coscritti si espressero comunque a livelli dignitosi compiendo così un primo passo per uscire da un periodo non troppo proficuo.

Volontariamente lasciato per ultimo, il Giol si rese protagonista dell'unico episodio negativo della giornata. Nonostante il suo buon ottavo posto, il veterano, forse memore del proprio successo nella passata stagione ottenuto proprio alla Lyon, a fine gara dopo l'esposizione delle classifiche prese a vagare ramingo tra i padiglioni dell'azienda agricola ospitante ripetendo continuamente la seguente frase: -"Un naufragio...Un naufragio....Mi ha battuto anche Andrea Doria!"- Questo il contraltare all'immagine finalmente tranquilla e serena dello buon Uako prima dell'ultima gara d'inverno.

Percorso della 06 ALPI

antonellaLa prima volta della Bresciani.

Dalla Santa profeta in patria.

A novantasette anni di distanza il miracolo si è ripetuto. Ieri in questi luoghi l'eroica resistenza dei nostri avi spezzava l'offensiva austro ungarica sferrata nel 1917 a Caporetto, oggi le analoghe gesta di due atleti naoniani fanno rivivere con orgoglio i lontani momenti di gloria dal Piave al monte Tomba, da Pederobba al Salto della Capra. Bresciani e Dalla Santa sono questi i nomi (in realtà cognomi) che la 07Naon consegna alla storia.

Km 74 SS13 Pontebbana ore 6.45 am.

Il gruppo principale delle frecce del Noncello si riuniva nel parcheggio antistante l'albergo Bel Sit in località S.Antonio di Porcia. Stavolta Santarossa era puntuale. Di lì a poco, da Vigonovo di Fontanafredda, prendeva il via anche il gruppo Giol che come stabilito a tavolino il giorno prima avrebbe dovuto ricongiungersi col grosso dei pordenonesi nei pressi del ponte di Vidor. Il Dalla Santa, autoctono del luogo, aveva già raggiunto i campi di tiro dalle 6.30 am e con lucida determinazione si era subito diretto verso il pratical range. Il tragitto, pianificato stavolta da GP Zucchetto, non ebbe intoppi e l'arrivo avvenne nei tempi stabiliti. La 07Naon in quella giornata schierava undici elementi ma non poteva contare sul pluridecorato Stefano Chiarelli, impegnato come capocaccia.  Per colmare tale deficienza era stato inserito il suo sostituto naturale, Roberto Moreal. Il purliliese dopo la conferma non esitò come consuetudine al ristoro ma si diresse subito verso l'area pratical con una concentrazione e una serietà che non gli appartenevano. C'è chi parlò di tradimento, per altri si trattò invece di un fosco evento ma, comunque sia, alla prima trazione il Moreal danneggiava irreparabilmente il suo compound pregiudicando miseramente la partecipazione alla gara. Le frecce del Noncello rimanevano così in dieci. La giornata cominciava  sotto i peggiori auspici.

Ma il sacrificio di Moreal sui prati del pratical non fu vano. Spronati da uno spirito di solidarietà verso il proprio sfortunato compagno la maggioranza degli arcieri Naon espresse prestazioni straordinarie e quasi oltre le loro possibilità. Su tutti emersero la Bresciani e il Dalla Santa. La prima colse il suo primo successo di carriera sul Nudo femminile (assolutamente da non intendere in senso pittorico o peggio), mentre il secondo, nel freestyle, annichiliva una concorrenza di tutto rispetto con uno stratosferico punteggio totale di 601. A completare la lista dei premiati per le frecce del Noncello la costante Silvana Pilotto, pure nel Nudo femminile, conquistava il terzo gradino del podio. Si registravano positive prestazioni anche nel ricurvo maschile. Un Covre più concreto del solito a fianco dello zio materno, Franco Giol, ritrovava solidità e precisione raggiungendo un ottimo decimo posto, (primo dei tradizionali di compagnia). I buoni risultati  conseguiti dal suddetto Giol e da Marcello Turbian, sempre nel ricurvo maschile, fanno ben sperare in una crescita futura per la 07Naon anche in ambito tradizionale. Da rivedere invece le prestazioni di Roberto Sola ed Elena Riccitelli, rispettivamente nel ricurvo maschile e femminile,  entrambi in questa fase della stagione ampiamente sotto le loro potenzialità. Discorso analogo, ma più in negativo, per il presidentissimo Zucchetto ormai da un lungo periodo in uno stato di appannamento, forse conseguenza degli oneri di massima carica societaria, da cui non sembra venirne fuori. Per non dilungarvi in ormai prolissi commenti evitiamo di occuparci della prestazione di Daniele Santarossa, augurandogli invece di ritrovare presto la condizione migliore.

 

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