Il Ricurvo

È l’arco più usato dagli arcieri italiani, nonché quello utilizzato, nella sua forma più semplice, nelle scuole.
Le sue caratteristiche sono semplicità, velocità ed efficacia.


arco ricurvoSemplicità del tiro, in quanto s'incocca, si tende e si rilascia in modo istintivo, senza l’ausilio di accessori tecnologici, lasciando al gesto il suo significato ancestrale; velocità ed efficacia grazie alla doppia curvatura dei flettenti, più o meno accentuata, alla scelta dei materiali e alle misure più contenute.
L’arco ricurvo deriva dagli antichi archi persiani, mongoli e cinesi, essendosi evoluto dalla logica di accoppiare più materiali, per ottenere il massimo, sia nella forma compatta (erano archi usati da cavalieri), sia nelle prestazioni (velocità e precisione).
In passato i materiali usati per la sua costruzione erano il corno ed il tendine d'animale, abbinati al legno o al bamboo; oggi per la struttura a sandwich dei flettenti vengono utilizzati legno o bamboo e fibra di vetro, leggera e robusta.
L’impugnatura o raiser, sagomata più ergonomicamente rispetto ad un long-bow, può essere in lega di alluminio, teoricamente più resistente, ma anche più pesante, oppure formata da più essenze legnose diverse per peso ed elasticità, che conferiscono più calore, maneggevolezza ed un’estetica più piacevole.
L’arco può essere monolitico, a pezzo unico, o take-dow, cioè smontabile in tre parti.
L’arco ricurvo ha anche la massima duttilità nell’uso delle frecce: si possono utilizzare, infatti, sia frecce in legno, che in alluminio o carbonio.

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