Il Percorso della 06SABE
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- Pubblicato Martedì 05 Aprile 2011
In una giornata bella, soleggiata e appena un po' calda, tutti i fortunati arcieri che hanno gareggiato a Colà di Lazise hanno camminato e scoccato frecce per almeno ¾ di percorso all’ombra dei boschi, perciò si potrebbe pensare che il clima e l’ambiente siano stati meravigliosi.
E invece no.
La sfortuna, dea notoriamente non bendata e anche acuta di vista, ha colpito gli arcieri allergici alle polveri, ai pollini, profumi, essenze e chi più ne ha più ne metta. Si riconoscevano molti di loro con gli occhi gonfi e rossi, i nasi gocciolanti, lo starnuto facile ad ondate incontenibili.
Un po' l’aria colma di sostanze allergeniche, un po' (tanto) la posa delle sagome a distanze incomprensibili oppure a distanze ingannevoli, un po' la durata della gara di 6 interminabili ore, un po' i faticosi saliscendi a pendenze da piccozza e cordata, ecco che i punteggi sono risultati generalmente bassi.
Tutte scuse!
Ma certo che sono tutte scuse!
{pullquote position=left;}In fatto di podi la nostra compagnia resta sempre una corazzata{/pullquote}
Nel DNA dell’arciere c’è una caratteristica genetica spiccata: la naturale capacità di crearsi degli scudi difensivi, inventando delle scuse geniali per giustificare la scarsezza delle proprie prestazioni nel tiro con l’arco, avvalorando l’equazione arciere=ballista.
Questo atteggiamento fortifica la mente e serve per continuare a credere nelle proprie capacità e, dato che almeno il 50% del risultato nel tiro con l’arco lo fa la testa, dobbiamo giudicarlo come un atteggiamento positivo, che migliora la concentrazione e la precisione.
In fatto di podi la nostra compagnia resta sempre una corazzata: 6 primi (Rachele, Camilla, Elia, Riccardo, Gian Franco, Sandro), 1 secondo (Stefano) e 1 terzo (G.P.). Le foto dei premiati al podio erano sempre colorate di verde acido Naon, meno male che qualche premiato aveva scordato la maglietta!
Un Naon-arciere ha pagato pegno per aver raggiunto il più alto gradino del podio senza maglietta, esibendo al pubblico un oggetto di alto artigianato, di legno lavorato, ad uso interno, dall’aspetto un po' scandaloso.
Sembra che la vista di tale oggetto sia molto utile per ottenere delle foto di larghi sorrisi ed espressioni molto compiaciute.
Ed eccolo, per chi non lo conoscesse, la foto di chi ci fa il resoconto di tutte le nostre gare Nadir Sverrano, alias GONGOLO. Da tutti conosciuto come il quinto dei sette nani, ha un'innata allegria e dalla sua espressione traspare sempre una grande felicità. Simpatico e ottimista, sa trovare sempre il lato positivo di ogni situazione: dallo spot inaspettato all'improvviso sgretolarsi del proprio stabilizzatore... Il nostro, inoltre, pare molto incline a profonde riflessioni spirituali sulla Bibbia!!!