Gara 05POVO
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- Pubblicato Lunedì 02 Maggio 2011
Prima dell’alba, ore 05.30, presenti sul piazzale Cimolai 10 minuti prima dell’orario previsto di partenza per la gara i signori Chiarelli, Varnier, Giol, Danieli e Zucchetto, tutti in attesa dell’auto dei signori Rorato. Una domanda perentoria viene pronunciata "Noi stiamo in 4, chi va con i Rorato?". 4 uomini temporeggiano fischiettando e pronunciando frasi banali tipo "bella giornata oggi, vero?" oppure "freddo stamattina!" mentre l’unico obiettivo è attendere l’intervento di salvataggio di un volontario.
Ebbene sì, trovato! il sig. Zucchetto! E allora giù a recriminare "Eh, no, volevo andarci io, mi hai preceduto", "Va bene, vai tu, ti facciamo questo regalo", "ma la prossima volta tocca a me, mi raccomando" ed altre frasi ipocrite del genere.
Si parte per le 2 ore e mezza previste di viaggio verso il paese di Povo, Trento. Installo il mio navigatore marca Bialetti (marchio di fantasia che dà l’idea della sofisticazione elettronica dell’apparecchio) sulla macchina di Chiarelli e subito iniziano i contrasti e le lamentele. La suadente ma insistente voce femminile del Bialetti ci avvisa ad ogni uscita a destra della Pontebbana (quindi ogni 500 metri) che bisogna svoltare perché vuole farci prendere l’autostrada fino a Vittorio Veneto.
Ma noi non vogliamo, e Lei (la voce Bialetti) non vuole proprio capirlo, ha ragione Lei, come tutte le donne, ed insiste fino a trapanarci la testa (come sanno fare solo le donne). Per fortuna posso, questa volta, premere il pulsante di MUTO prima che si scateni una zuffa tra gli occupanti dell’auto.
Prima di Feltre vediamo una rotonda nuova con un cartello enorme TRENTO, che è la strada che dovremmo prendere, ma per la Bialetti tale strada non esiste e così prendiamo delle strade alternative quasi in centro a Feltre che ci riportano su uno stradone enorme che porta a Trento (quello di prima, che il Bialetti non voleva farci prendere).
Ebbene, per il mio navigatore Bialetti tale strada, costruita a mò di autostrada, parallela ad un fiume (il Piave) svariati anni fa, non esiste! Ed il percorso punteggiato che il suo GPS evidenzia mentre corriamo sembra una corsa da rally sulle sponde di un fiume. Spettacolare!
Tale caos si ripete in molti tratti della Valsugana, nuovi rispetto alle mappe del Trentino inserite nel Bialetti, probabilmente aggiornate dai cartografi di Carlo Magno.
Ecco spiegato il motivo per cui il Bialetti dava come orario di arrivo le ore 08.50 mentre siamo invece arrivati alle ore 08.10.
Bellissimi panorami in gara e durante il viaggio, aria fresca, piazzole difficili ma belle, gara faticosa per i saliscendi.
Segnalo, a proposito, una contrattura di primo grado al muscolo adduttore destro del nostro Mirco Grosso, riparata temporaneamente ai box dagli infermieri.
Segnalo anche un meritevole atto di coraggio e di grande responsabilità del nostro GP nel togliere una zecca dal braccio di Elia.
Elia è rimasto sotto i ferri di GP senza anestesia per ben 20 minuti senza fiatare, GP ha utilizzato prima la forca girevole di plastica ma la zecca era troppo piccola, quindi ha utilizzato una pinzetta da orologiaio, ma essendo lui abituato ad usare martelli, seghe e tornio per carpenteria la manovra era alquanto impacciata. Gli ha voluto dare una mano la zecca stessa che, stufa ed esausta di essere martoriata, si è staccata da sola e così l’ha fatta finita una buona volta.
In gara i risultati non sono mancati: 1° Stefano Chiarelli (compound), 1° Elia Rorato (scout - long bow),
2° G.P. Zucchetto (arco nudo), 2° Aldo Danieli (S.l. illimitato), 3° Sandro Varnier (arco nudo)