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Il nostro Presidente come la fenice

Ebbene sì, il 10/10/2010, nella gara della 06 MARE, Roberto Sola, Presidente emerito della nostra Compagnia, dal punto di vista sportivo arcieristico, è rinato.

Come l’uccello mitologico, la Fenice appunto, che dopo essere stata bruciata dalle fiamme risorgeva dalle sue stesse ceneri, anche il nostro atleta del tiro con l’arco, dopo lunghi mesi di sofferenze di vario genere, finalmente è risorto!

Risorto, tra l’altro, in tutto lo splendore dei suoi 239 punti nel 3D più lungo, fastidioso ed ingannevole dell’anno, nelle piattissime lande di Chioggia.

Primo, davanti a tutti gli espertissimi compagni della Naon, ad eccezione dello stellare Daniele Bortolin (primo assoluto), il quale, essendo stellare, non può costituire un riferimento per i comuni mortali, il nostro novello Lazzaro si è rimesso in piedi alla grande.

Ma non è tutt’oro quello che luccica!

Infatti, chi conosce la sua storia ha un moto di brividi nel ricordare tutte le tribolazioni che lo hanno perseguitato in una odissea durata quasi 2 anni.

In ordine cronologico, il primo evento disastroso, incubo di ogni arciere, è la clamorosa rottura del proprio arco da 40 libbre, il Picchio Donadoni,  giusto una settimana prima dei Campionati Italiani 2009 di Brentonico. In fretta e furia gli vengono spedite 2 nuove coppie di flettenti, una da 40 libbre, una da 35 libbre.

Ma se il Sola aveva richiesto nuovi flettenti da 40 libbre, come mai il Donadoni ne aveva mandati anche da 35 libbre? Ma è semplice! Perché i 2 flettenti da 40 libbre erano storti e Donadoni evidentemente se ne era accorto, per cui spedì anche quelli dritti da 35.

Il ragionamento che fece fu probabilmente questo: “Intanto tira, Sola!  Vanno bene comunque tutte e 2 le coppie di flettenti, potrebbe anche mescolare i flettenti, o storgere anche il riser, i risultati non cambiano!“.

Un'altra tortura, che lo tormenterà per mesi, è quello dei biblici tempi di consegna del suo nuovo arco, che ordinò direttamente in America. Tutti gli domandavano: “Ma Roberto, per avere un arco dall’America occorrono più di 12 mesi?“. Il nostro Presidente, quando seppe poi che un altro arciere aveva ricevuto l’arco dallo stesso costruttore americano in soli 6 mesi, preso dalla rabbia, cambiò stile di tiro ed iniziò ad impugnare il suo arco provvisorio come una 44 magnum.

L’evidente insoddisfazione e il nervosismo lo portarono, sia in allenamento come in gara, a prodursi in tiri dalle traiettorie imprevedibili, a sganci anticipati, a posture ingovernabili, tanto che quando si apprestava al tiro si creava dietro di lui un vuoto di almeno 7-8 metri, e certo non lo aiutavano psicologicamente quei furbetti della Naon che gli domandavano malignamente “Ma il tuo arco sta arrivando dall’America a nuoto?“.

Entrato finalmente in possesso del nuovo arco, nell’intento di risistemare il suo stile, si iscrisse i primi di settembre 2010 al corso del famoso Igor Piantoni. Scelta infausta. Si abbatté su di lui non una tegola, ma un tetto intero, quando dovette ascoltare la diagnosi finale di Igor: “Lo sa, signor Sola, che a questo mondo ci sono tanti altri sport, vero?“.

A questo punto chiunque sarebbe andato via di testa e avrebbe mollato tutto, ma il nostro Presidente continuò ad esercitarsi nel suo beneamato sport, dimostrando ancora una volta una tenacia ed una fiducia in sé stesso incrollabili.

Nel mentre, si era insinuato nella sua mente il sospetto di un complotto, di una congiura organizzata per eliminarlo dalla Fiarc! Prima sabotato da un costruttore d’archi italiano, poi da uno americano, poi psicologicamente massacrato dalla Fiarc stessa, tramite il suo stipendiato Igor Piantoni. Chi altro stava tramando contro di lui? Quale sarebbe stata la prossima mossa dei malefici congiurati?

I suoi sospetti trovarono evidente conferma pochi giorni dopo, quando il nostro eroe lesse la classifica della gara organizzata dalla 06BEAR alla quale né lui né l’arciere Zucchetto avevano potuto partecipare pur essendosi iscritti. All’inizio non ci fece neanche caso, vide in fondo alla classifica la riga < Zucchetto – ritirato 0 punti >  e poi la riga < Sola – ritirato 0 punti >, sembrava tutto regolare. Ma poi si rese conto: pur di perseguitarlo ancora, la compagnia 06BEAR aveva addirittura invertito il normale ordine alfabetico: penultimo Zucchetto, ultimo Sola!

Sbeffeggiato pubblicamente da un'intera compagnia di congiurati, la 06BEAR, il nostro Presidente aveva superato il limite massimo della sopportazione.

È proprio in questi terribili frangenti che emerge il carattere di una persona: solo dopo aver toccato il fondo, infatti, le persone che credono in sé stesse rinascono, come la Fenice, appunto.

Ed è così che il nostro Presidente, finalmente, si è esibito in uno spettacolare exploit in quel di Chioggia, come ho già raccontato.

Ma, allora, cosa ci insegna di positivo tutta questa storia?

Che non bisogna mai abbattersi, e, soprattutto, non bisogna mai fidarsi dei costruttori d’archi!

 

DVS